publicopera

impressioni, incazzature, notizie di un curioso di musica italiano in Germania (ma anche in altri posti)

Lettera a James

Dear James,

saremo di ritorno già domani verso mezzogiorno. Il viaggio è durato meno di una settimana ci ha condotti dapprima a Francoforte (una località con alte torri, di colore grigio argento e blu, dove si fa la carta, un materiale che si può scambiare con cibo per cani, spazzole, collari ecc.) e poi ieri, a Colonia, lungo il Reno scintillante, sulle cui rive fiorisce qua e là il biancospino. Naturalmente mi sei mancato per tutto il tempo: come sempre ho pensato continuamente a te e come sempre mi sono rimproverato per non averti portato con me. Ma tu ti saresti certamente annoiato e spaventato a Francoforte, non è vero? Le auto, la loro puzza, il loro fracasso, le pietre dure sotto le zampe, la quantità assurda di bipedi, la loro puzza, tutto questo infatti non avrebbe potuto suscitare in te se non malumore e confusione, avresti avuto nostalgia dl casa e avresti cercato rifugio nel sonno. Qui rappresentano una mia opera, vecchia di cinquant'anni, Bouleuard Solitude, messa in scena molto bene da un bipede di nome Nicolas Brieger e diretta in modo molto vivace e appasssonante da un suo simile, ma appena veaticinquenne, un maestro di cappella di nome Debus Johannes. Domani ti spiegherò tutto e riprenderò anche a lavorare al quadro numero uno. La luna piena c'è già stata, per cui sono ancora una volta in ritardo.

(Lettera scritta da Hans Werner Henze a James e spedita da Colonia il 22 marzo 2000. Il James di cui si parla è un bell'esemplare di whippet)

Scovata a pagina 473 di Canti di viaggio. Una vita di Hans Werner Henze
Il Saggiatore, Milano 2005.

Henze, Fedra e le illusioni di Mussbach

Ricomincia la stagione. Da Berlino, per la Phaedra di Hans Werner Henze alla Staatstoper.

Grande vecchio della musica, ultimo fra i giganti, erede riconosciuto di una tradizione compositiva tedesca che parte da Beethoven e passa per la seconda scuola di Vienna. Come l'estremo Strauss, Henze si rifugia nel mito e parla con apollineo distacco di Fedra e del suo tragico amore per il figlio Ippolito.

Peter Mussbach, con la geniale complicità di Olafur Eliasson, costruisce uno spettacolo complesso, affascinante, immateriale in costante equilibrio fra immaterialità dell'illusione teatrale e la concreta materialità dell'esecuzione musicale.

 

Foto: Ruth Walz

Grande successo per tutti i perfetti interpreti: Axel Köhler (Artenis), John Mark Ainsley (Hippolyt), Maria Riccarda Wesseling (Phaedra), Marlis Petersen (Aphrodite) e Lauri Vasar (Minotauros). E poi Mussbach ed il direttore Michael Boder che porta sul palco i 23 favolosi strumentisti dell'Ensemble Modern.


Foto: Chihoko Nakata

Accolto festosamente dal pubblico che lo accoglie in piedi al suo ingresso in sala, Henze saluta (commosso) il pubblico che tributa un innegabile successo alla sua ultima creazione.


Foto: Chihoko Nakata

Vielen Dank, Frau Chihoko Zeisberg-Nakata!

Letterine dalla colonia


Il giornale della musica di questo mese pubblica alcune letterine di famosi compositori scritte dalle colonie estive a mamma e papà. 

Cara Mamma e caro Papà. Come state ? Io sto bene. Baci Arnold.
Arnold baci. Bene io sto. State come voi? Papà e mamma cara.
dlonrA icab.eneb ots oI?etats emoc.àpaP orac e ammaM araC.
Arnie

Hello heh heh hello, o-hell o-hell oh ellow ellow heh heh heh hello mama
mama muh muh muh-mah, ah ah ah ahhhh! Aye aye
aye aye yam yam yam yam
Eye yam yam Fie aye aye aye fuh fuh fuh fie un yun
yun yun Hah hah aha hah
ow ow ow wow ow wow ow ow ah hah aha haha are are
are are yuh huh huh huh
yuh you? oooh. oooooh.
Philip

X=cm2
1x2x3
A+C
Q = N.
Pierre








John

Le letterine sono firmate Bouvard & Pécuchet