
Dear James,
saremo di ritorno già domani verso mezzogiorno. Il viaggio è durato meno di una settimana ci ha condotti dapprima a Francoforte (una località con alte torri, di colore grigio argento e blu, dove si fa la carta, un materiale che si può scambiare con cibo per cani, spazzole, collari ecc.) e poi ieri, a Colonia, lungo il Reno scintillante, sulle cui rive fiorisce qua e là il biancospino. Naturalmente mi sei mancato per tutto il tempo: come sempre ho pensato continuamente a te e come sempre mi sono rimproverato per non averti portato con me. Ma tu ti saresti certamente annoiato e spaventato a Francoforte, non è vero? Le auto, la loro puzza, il loro fracasso, le pietre dure sotto le zampe, la quantità assurda di bipedi, la loro puzza, tutto questo infatti non avrebbe potuto suscitare in te se non malumore e confusione, avresti avuto nostalgia dl casa e avresti cercato rifugio nel sonno. Qui rappresentano una mia opera, vecchia di cinquant'anni, Bouleuard Solitude, messa in scena molto bene da un bipede di nome Nicolas Brieger e diretta in modo molto vivace e appasssonante da un suo simile, ma appena veaticinquenne, un maestro di cappella di nome Debus Johannes. Domani ti spiegherò tutto e riprenderò anche a lavorare al quadro numero uno. La luna piena c'è già stata, per cui sono ancora una volta in ritardo.
(Lettera scritta da Hans Werner Henze a James e spedita da Colonia il 22 marzo 2000. Il James di cui si parla è un bell'esemplare di whippet)
Scovata a pagina 473 di Canti di viaggio. Una vita di Hans Werner Henze
Il Saggiatore, Milano 2005.