
Eduardo arriva a Dresda, o meglio ci arriva la sua Grande magia.
Arriva in uno dei templi della lirica, la Semperoper, grazie al lavoro del compostore Manfred Trojahn e del librettista Christian Fuchs. Opera spesso definita minore nella produzione di Eduardo ma già oggetto dell'interesse di un grande come Giorgio Strehler che sceglie questa proprio questa commedia per il suo unico spettacolo (memorabile) tratto da Eduardo.
Qualcosa si ritrovava dello spettacolo di Strehler sabato sera a Dresda. Non tanto nella scena che di magico aveva pochino, ma in un certo clima sospeso da varietà malinconico e crepuscolare. Ci è piaciuta molto una piccola scena aggiunta nell'opera: Marta Di Spelta e il suo amante sono appena fuggiti ed hanno una discussione che anticipa quel che succederà. e oltre ai due amanti un piccolo trio di clochards (clarinetto, fisarmonica e bassotuba) suona un tema dal colore espressionista, lunare. È una perla delle tante che si trovano nella partitura di Trojahn, un vero artigiano al servizio del teatro, che compone pensando alle ragioni della musica ma anche alle esigenze del teatro.

Il pubblico segue attento e risponde con grande entusiasmo e calore.


Al centro, il direttore Jonathan Darlington, la scenografa e costumista rosalie, Manfred Trojahn e il regista Albert Lang