Curiosi risvolti del Carnevale della cultura veneziano. Nell'anno dedicato alle celebrazioni goldoniane, si scopre che il commediografo veneziano è ancora autore di nicchia. Per qualche pecca organizzativa.
Avendo in maniera quasi casuale scoperto che nel programma ufficiale si cita un allestimento di "Una delle ultime sere di Carnovale" di Carlo Goldoni messo in scena da Pier Luigi Pizzi, decidiamo di informarci se vi siano ancora posti disponibili. Richiesta di per sé banale, ma...
Parte 1: A caccia di informazioni.
Dopo aver tentato invano con il servizio Hello Venezia, la "keyword per accedere a trasporti, cultura, intrattenimento, eventi", veniamo consigliati di chiamare l'organizzatore dell'evento, ossia il Teatro Goldoni (uno dei tre pilastri del Teatro Stabile del Veneto)
Telefonata alla biglietteria del Teatro Goldoni. Quella che segue è una trascrizione abbastanza fedele della chiamata.
Ci sono ancora biglietti? "Penso de sì. Calcossa dovaria ancora esserghe."
Dove si comprano i biglietti? "Xe mejo ch'el vada diretamente là. Ghe dovaria essere ea bijeteria anca là."
A che ora aprono? "Un fià prima. El prova co manca un quarto."
Ma a che ora inizia lo spettacolo? "Ale oto e meza. Me par."
(fortunatamente parliamo la lingua locale, ma non osiamo immaginarci lo sventurato turista che fosse stato animato dallo stesso interesse)
Non trovandone traccia nemmeno nella stampa locale (Il Gazzettino) cominciamo a pensare che ci sia qualcosa di losco, che per motivi che ignoriamo ci viene nascosto. Comunque insistiamo.
Parte 2: A caccia di un biglietto.
Verso le 19:30 siamo davanti al portone ancora chiuso della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, inusuale sede dello spettacolo. I discreti manifesti ci confermano che siamo nel posto giusto. Aspettiamo benché il manifesto dica che la cassa apre alle 19:30. Normale ritardo.
Finalmente aprono, ma non si vede. Occorre aspettare di sapere quanti abbonati verranno. Davanti alle nostre perplessità, l'addetto alla biglietteria ci rassicura che statisticamente nelle serate precedenti si sono potuti vendere dei biglietti ai non abbonati. Ci viene naturale chiedere se si tratti ancora di un teatro pubblico, o se stiamo tentando di partecipare inconsapevolmente ad un evento strettamente privato. La risposta è troppo evasiva per sciogliere i nostri dubbi.
Improvvisamente si decide che possiamo entrare. Ci vengono consegnati dei biglietti omaggio contro il pagamento di 35 euro a biglietto. Contributo volontario? (Non abbiamo dubitato dell'onestà dell'addetto, ma perché non fare le cose come si deve?).
Finalmente entriamo.
Parte 3: Lo spettacolo.
Assieme a numerosi altri clandestini, assistiamo al bello spettacolo di Pizzi. Al solito trattandosi di Pizzi nessuna novità dal punto di vista della regia, ma trionfo della tradizione. Taglio classico - anche dei costumi- e la scenografia "naturale" costituita dalla bella architettura rinascimentale della Scuola di San Giovanni (vagamente pizziana...), che ricordavamo per un felicissimo Siroe haendeliano di qualche anno fa.

Compagnia ottima con alcuni veterani come Warner Bentivegna (sior Zamaria), Dorotea Aslandis (siora Marta), Donatella Ceccarello (spiritata sior'Alba), Anita Bartolucci (madama Gatteau) e Giovanni Vettorazzo (sior Momolo). Un gruppo nel complesso affiatato che ha restituito un Goldoni con buon ritmo e giusto divertimento.
Spettacolo festeggiatissimo alla fine delle oltre due ore e mezza senza intervallo.
