Bella serata di musica stasera alla Fenice. Protagonista del concerto straordinario erano la neonata Orquesta de la Comunitat Valenciana e il suo direttore/fondatore Lorin Maazel.
Mentre tutti i paesi europei riducono più o meno costantemente i propri budget per la cultura, in Spagna si investe in cultura massicciamente e con convinzione, rilanciando l'immagine del paese e turismo e riqualificando aree altrimenti destinate alla depressione economica (l'esempio di Bilbao è illuminante). E mentre a Venezia non si riesce a montare il suo quarto ponte sul Canal Grande, Santiago Calatrava continua a Valencia la costruzione della sua Ciudad de las Artes y las Ciencias. E non ci si limita soltanto a costruire un contenitore per l'opera, il Palau de les Arts Reina Sofia, ma lo si dota anche di un contenuto che ne possa affermare l'identità culturale.
Entusiamo e freschezza, suono brillante (soprattutto in Ravel, meno in Debussy e Britten), forse manca ancora una consuetudine del suonare insieme e una personalità spiccata. L'orchestra è comunque giovane, gli strumentisti (i fiati, in particolare) sono ottimi, il suo direttore, principale è personaggio carismatico: tutti ingredienti che, se coltivati, nel tempo garantiranno un'identità (senza necessariamente aggiungere al programma il superfluo alicantino Ă“scar Esplá eseguito da una valenciana opaca Isabel Rey) e un sicuro successo. Le premesse e le potenzialità, a giudicare dalla buona prova offerta stasera, ci sono tutte.
Programma
Benjamin Britten, Quattro interludi marini da Peter Grimes op. 33a
Claude Debussy, La Mer
Óscar Esplá, Canciones playeras
Maurice Ravel, Daphnis et Chloe. Suite n. 2
