Entrando al Bockenheimer Depot per Die weiĂźe Rose si è accolti da una parete di 2000 fogli composti dagli studenti della scuola Fratelli Scholl di Bensheim, quartiere periferico di Francoforte. Riflessioni, impressioni, provocazioni sulle figure di Sophie e Hans Scholl di un paese che non smette di fare i conti con il suo passato di orrore.

Esercizio di memoria anche nell'opera composta da Udo Zimmermann e dal suo librettista Wolfgang Willascheck dedicata agli ultimi momenti dei due fratelli prima della loro condanna a morte. La compagine di camera della Frankfurter Museumorchester diretta da Yuval Zorn accompagna le riflessioni dei due studenti espresse nell'austera scena di Kaspar Glanert dai dedicatissimi Britta Stallmeister e Michael Nagy.

Già protagonista di Through Roses di Marc Neikrug - di soggetto molto affine - allestita in questo stesso spazio dall'Oper Frankfurt nella scorsa stagione, Christoph Quest dedica una grande cura ad uno spettacolo costruito su gesti molto curati, segni, suoni dal passato.
Malgrado la folta partecipazione di studenti, spettacolo seguito con la giusta attenzione. Calda l'accoglienza.
