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Omaggio a Vienna


Sabato 1 dicembre. Cominciamo l'ultimo mese del 2006 con una serata sinfonica al Teatro La Fenice.

Sulla carta, il programma presenta un certo fascino. La prima parte propone due composizioni di Anton Webern (5 Pezzi per orchestra op. 10) e Luigi Nono (Incontri per 24 strumenti) incorniciati da tre frammenti delle musiche di scena della Rosamunde di Franz Schubert. Interamente dedicata alla Terza sinfonia di Ludwig van Beethoven la seconda parte del concerto.
 

Omaggio (non banale) all'autentica tradizione musicale viennese, il programma offre "un dialogo tra epoche diverse suggerito dall'alternanza Schubert - Webern - Schubert - Nono - Schubert (ispirata da una testimonianza dello stesso Nono a proposito dello studio comparato di Webern e Schubert compiuto sotto la guida di Bruno Maderna)".
Accostamento impossibile? A detta di Luigi Nono: «Spesso in Webern un unico suono è come un'intera melodia di Schubert. La qualità del suono, il modo di attacco, di svilupparsi e di diminuire contengono in concentratissima sintesi un intero arco melodico».

Risultato complessivamente deludente a causa di un'orchestra dagli evidenti limiti tecnici (particolarmente evidenti negli archi, di preoccupante, imprecisione) e la direzione musicale di Bernhard Klee assai poco brillante, particolarmente in Beethoven. Dell'esecuzione della sua sinfonia, dimenticheremo volentieri la sfilacciata marcia funebre e l'assai poco brillante finale.

Citazioni tratte dal comunicato stampa del Teatro La Fenice del 1 dicembre 2006.

 

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