
Da qualche giorno si è aperta allo Schirn di Francoforte la mostra Picasso e il teatro. Luogo ideale per esplorare trasversalità o ragionare su paradossi vedi la recente mostra sul Nulla), per celebrare il 125esimo anniversario della nascita di Picasso lo Schirn sceglie una prospettive originale anche se non del tutto inedita: il teatro. A detta di Paolo Valentino sul Corriere della Sera di lunedì scorso, "quella sul Meno è forse la più originale nella valanga di mostre aperte in queste settimane un po' dappertutto in Europa, da Berlino a Parigi, da Malaga a Vienna".

Esponente di punta del gruppo di artisti della scena parigina nei primi decenni del 1900, Picasso collabora con l'impresario dei Ballets Russes, Sergei Diaghilev, realizzando scene e costumi per i suoi spettacoli. La collaborazione inizia nel 1917 con Parade su musiche di Erik Satie, con cui Picasso lavorerà ancora nel 1927 per il Mercure.
Tale collaborazione lo farà collaborare anche con altri musicisti di punta come Manuel de Falla (El sombrero de tres picos, 1919) e Darius Milhaud (Le Train Bleu, 1924).
Nel 1917 Picasso conosce in Italia Igor Stravinsky con cui collaborerà per il Pulcinella del 1920. A proposito del ritratto realizzato da Picasso, Stravinsky racconta un divertente episodio. Fermato alla frontiera con la Svizzera, un doganiere solerte pretende di perquisire il suo bagaglio, nel quale si trova il ritratto di Picasso. Probabilmente sconcertato dalla sua modernità, alla curiosità del doganiere che chiede di cosa si tratti, Stravinsky risponde "Il mio ritratto disegnato da Picasso". Risposta del solerte funzionario (si sa: in tempi di guerra si sospetta di tutto): "Impossibile. Si tratta senza dubbio di un piano". Risposta di Stravinsky: "Sì, il piano del mio volto".
La mostra segue anche il percorso inverso, investigando quanto il teatro sia stato fonte di ispirazione per la pittura di Picasso.

La mostra rimane aperta fino al 21 gennaio.
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