È decisamente insolito partecipare alla rappresentazione di una opera contemporanea ed assistere al trionfo del suo autore. È successo sabato scorso alla prima mondiale all'Opera di Francoforte del Caligula di Detlev Glanert.

Alla fine della rappresentazione tutti gli interpreti, ma soprattutto il compositore sono stati festeggiati dal folto pubblico con applausi convinti e ovazioni.

Fa piacere pensare che non è il frutto di un successo cercato ad ogni prezzo, magari gratificando l'istinto facile del pubblico. Ci è sembrato piuttosto il risultato di un lavoro fatto pensando alla fruizione del pubblico, e che tuttavia non rinuncia ad un linguaggio personale e complesso. Idea semplice eppure originale, in un mondo - quello della musica contemporanea - dominato da grandi personalità spesso caparbiamente concentrate su se stesse, salvo qualche rara eccezione.
È il risultato del metodo antico di compositori che hanno reso grande l'opera pur senza rinunciare ad innovarla. Ripensando alla storia, a questa storia, Glanert dimostra che esiste un futuro possibile per l'opera.
Qualche critica: Frankfurter Rundschau, Die Welt, Frankfurter Neue Presse, Offenbach Post, Der Neue Merker, Deutschland Radio, Il giornale della musica