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impressioni, incazzature, notizie di un curioso di musica italiano in Germania (ma anche in altri posti)

Venghino, siori e siore, al circo Puccini!

Calixto Bieito colpisce ancora. Ieri sera a Stoccarda.

Inutile scandalizzarsi davanti ai suoi spettacoli: da dieci anni imperversa si sa chi è, cosa gli piace fare, cosa fa. Inutile negare che l'accostamento Bieito-Puccini - non nuovo: a Berlino circola da anni la sua Butterfly - sia intrigante. E lo sia particolarmente per la Fanciulla del West, opera quasi invisibile fra i blockbuster pucciniani. Nessuno è obbligato a vedere i suoi spettacoli, ma non c'è occasione in cui il pubblico non si scateni per manifestare il suo dissenso, compreso ieri sera.
Del resto non si tratta di arte, ma di altro (e sono ragioni buonissime). Un anonimo Intendant le ha sinteticamenteriassunte in una cifra: +16%. È l'aumento negli incassi quando il nome di Bieito appare nella locandina. A volte va meglio a volte va peggio, ma +16% è comunque una buona ragione per insistere. Del resto è cosa nota da tempo che per gli affari non c'è niente di meglio che un po' di scandalo.

Ieri, come in altre occasioni, però c'era anche del pregiudizio. La premiata ditta Bieito tende a fare del merchandising di sesso e violenza, ma a volte le sue succulente ciambelle riescono col buco. Come in questo caso.  




Certo bisogna riuscire ad accettare una buona dose di volgarità nel primo atto, una specie di circo Barnum affollatissimo di cowboys, pellerossa, cavalli autentici, acrobati sui trampoli, trapezi, saloon, e quant'altro. E bisogna glissare sull'inudibile duetto fra Minnie e Dick soffocato da coppie danzanti, imbonitore brechtiano con microfono, il finto pubblico in scena e le foto col flash, il movimento in platea. Bisogna poi chiudere un occhio sugli impacci della Minnie versione Gilda del poco riuscito secondo atto, sacrificato in un impossibile bilocale spinto sul proscenio. E soprattutto bisogna cogliere l'ironia e i rimandi cinematografici (peraltro palesi) del truculento finale alla Tarantino, con spadone da samurai, fiotti di sangue, e violenza gratuita. Lo psichedelico spettacolo però è ben costruito, ha un suo ritmo, ha un bell'impatto visivo (le luci magiche sono di Reinhard Traub).

Se scandalo c'era era tutto nel cast largamente inadeguato alla difficile prova e nella direzione di Shao-Chia Lü (ci siamo chiesti, se avesse problemi di udito). Ovviamente il pubblico si accanisce contro Bieito, che risponde spavaldamente, contro Minnie e contro Lü. Serata comunque molto vivace e divertente.

PS. Lo spettacolo tracimava nel foyer con distribuzione di gadgets da parte di cowboy e dama, e nella sala addobbata con bandiere degli Stati Confederati.

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