Stasera debutta all'Oper Frankfurt l'opera di Eugen D'Albert Tiefland. Tragedia della passione costruita sulla triangolazione classica isso, issa e 'o malamente, nobilitata solo dalle intenzioni di analisi e critica sociale del catalanista Ãngel Guimerá, autore del dramma teatrale Terra baixa da cui Rudolph Lothar trasse il libretto.
Ne esiste anche un film diretto nel 1954 da Leni Riefenstahl, occhio ufficiale delle geometrie naziste. Qualcuno accredita anche Georg Pabst come co-regista. Curioso incrocio fra il testo di Guimerá e l'opera di D'Albert, il film enfatizza - se possibile anche più dell'opera - il lato melodrammatico in una cornice bucolica di montagne che più che i Pirenei sembrano (sono?) le Dolomiti. Pedro (Franz Eichberger) è un pastore di commovente candore, tutto pecore e montagne. Comincia a capire qualcosa sulla natura umana solo quando il dissoluto marchese Sebastiano (Bernhard Minetti) non gli fa sposare la bella danzatrice Marta (la Riefensthal, una specie di 'Gilda' Hayworth in minore), e la tragedia comincia...
Le musiche del film sono una riscrittura di temi di D'Albert adattate al melodrammone della Riefenstahl. In quanto al loro autore, i titoli del film Herbert Winde, mentre secondo il sito imdb.com sarebbero di Giuseppe Becce.