In dämmrigen Grüften träumte ich lang von deinen Baümen und blauen Lüften von deinem Duft und Vogelsang. Nun liegst du erschlossen in Gleiß und Zier, von Licht übergossen wie ein Wunder vor mir. Du kennst mich wieder, du lockst mich zart. Es zittert durch all meine Glieder deine selige Gegenwart.
Primavera
Quante volte ho sognato in stanze senza luce i tuoi alberi, la tua aria azzurra, il tuo profumo, il canto degli uccelli. Ora sei qui, davanti a me, e ti schiudi splendida, circonfusa di luce, come un prodigio. Mi riconosci, mi attiri teneramente. E per tutte le membra mi trema la tua beata presenza.
September
(H. Hesse)
Der Garten trauert kühl sinkt in die Blumen der Regen. Der Sommer schauert still seinem Ende entgegen. Golden tropft Blatt um Blatt nieder vom hohen Akazienbaum, Sommer lächelt erstaunt und matt in den sterbenden Gartentraum. Lange noch bei den Rosen bleibt er stehen, sehnt sich nach Ruh. Langsam tut er die großen müdgewordenen Augen zu.
Settembre
In lutto è il giardino, fresca la pioggia cade sui fiori. Con un brivido l'estate va silenziosa verso la fine. Gocce d'oro di foglia in foglia cadono dall'alta acacia; sorride l'estate, stupita ed esausta, nel sogno morente del giardino. Presso le rose indugia ancora a lungo, sospirando il riposo. Poi lentamente chiude i suoi grandi occhi stanchi.
Beim Schlafengehen
(H. Hesse)
Nun der Tag mich müd gemacht, soll mein sehnliches Verlangen freundlich die gestirnte Nacht wie ein müdes Kind empfangen. Hände laßt von allem Tun, Stirn, vergiß du alles Denken, alle meine Sinne nun wollen sich in Schlummer senken. Und die Seele, unbewacht, will in freien Flügeln schweben, um im Zauberkreis der Nacht tief und tausendfach zu leben.
Andando a dormire
Sono stanco del giorno; ma ora la gentile notte stellata accolga i miei palpiti ardenti come un bambino stanco. Mani, lasciate i gesti; fronte, dimentica i pensieri; ora vogliono i miei sensi scivolare tutti nel sonno. E l'anima, senza custode, volerà su libere ali, nel cerchio magico della notte vivrà mille vite arcane.
Im Abendrot
(J. von Eichendorff)
Wir sind durch Not und Freude gegangen Hand in Hand, vom Wandern ruhen wir nun überm stillen Land. Rings sich die Täler neigen, es dunkelt schon die Luft, zwei Lerchen nur noch steigen nachtträumend in den Duft. Tritt her und laß sie schwirren, bald ist es Schlafenszeit, daß wir uns nicht verirren in dieser Einsamkeit. O weiter, stiller Friede, so tief im Abendrot. Wie sind wir wandermüde - ist dies etwa der Tod?
Al tramonto
Attraverso la gioia e il dolore siamo andati, mano nella mano ora riposeremo del cammino su questa terra silenziosa. Il pendio della valle si addolcisce intorno, e l'aria si fa scura solo due allodole si alzano, sognando la notte, tra i profumi. Vieni vicino, e lasciale frullare; presto sarà tempo di dormire; altrimenti noi ci perderemmo in questa distesa solitaria. O pace vasta e silenziosa, pace profonda del tramonto. Siamo così stanchi del cammino - è così, forse, che si muore?
Richard Strauss, Vier letze Lieder Renée Fleming soprano Lucerne Festival Orchestra Claudio Abbado direttore (Lucerna, 2004)
Traduzione di Andrea Casalegno (da Lieder, a cura di Vanna Massarotti Piazza, Vallardi - Garzanti 1982)
grazie, finalmente ho trovato il testo italiano delle poesie di Hesse e di von Eichendorff, su cui ascoltare, stasera, gli ultimi quattro lieder di Strauss.