publicopera

impressioni, incazzature, notizie di un curioso di musica italiano in Germania (ma anche in altri posti)

Grétry su arte

Un bel programma dedicato a André Modeste Grétry visto su arte un paio di sere fa.

Né à Liège en 1741, mort à Montmorency en 1813, André Modeste Grétry fut successivement le compositeur favori de Marie-Antoinette, le musicien de la Révolution et le protégé de Napoléon. Héritier de Lully et de sa tragédie lyrique, il va porter aux sommets un genre nouveau, l'opéra-comique. Mais alors qu'il fut en son temps immensément populaire, célébré jusqu'en Russie et aux États-Unis, il fallut attendre 2010 pour que sa musique résonne à nouveau à Versailles.

 

Papi destri

bebe16_432 

«L'affare di Roma è un gran fatto, ma mi lascia freddo ... perché non posso conciliare Parlamento e collegio dei cardinali, libertà di stampa e inquisizione, codice civile e sillabo ... Che domani venga un papa destro, astuto, un vero furbo, come Roma ne ha avuti tanti, e ci ruinerà.»

Giuseppe Verdi in una lettera del 1870 a proposito della presa di Porta Pia.

(lettera ripresa nell'articolo di Luca Fontana Il bavosissimo baciamano in Diario 27 giugno-10 luglio 2008)

Vedova

"… Emilio Vedova è stato, dal mio punto di vista, il fondatore di un teatro della pittura … La sua avventura esistenziale e creativa ha sempre avuto una tensione in verticale, ha sempre sviluppato un dinamismo, un “furor” che lo ha portato a privilegiare come movimento il barocco …"
Achille Bonito Oliva

berlino_vedova02_462 

Dopo Roma arriva a Berlino alla Berlinische Galerie la grande personale che rievoca la figura dell'artista veneziano Emilio Vedova, dagli esordi verso la fine degli anni '30, all'adesione alla resistenza, la maturità e la continua ansia di ricerca fino alla morte nel 2006.

berlino_vedova01_466 
berlino_vedova03_529

Significativa anche la scelta di documentari (in gran parte di RaiTeche) che ne restituiscono la personalità inquieta e l'instancabile anelito a nuove e più complete forme espressive. Una ricerca che lo portò occasionalmente sulle scene teatrali. Nota la sua profonda amicizia con Luigi Nono che diede luogo ad avventure artistiche importanti nella città che vide nascere entrambi.
Nel 1960 Nono gli dedica la composizione per elettronica Omaggio a Emilio Vedova e l’anno seguente Emilio Vedova disegna le scenografie e i costumi di Intolleranza 1960, andata in scena al Teatro La Fenice il 13 aprile 1961.

vedova_intolleranza1960_433 

Una collaborazione che si rinnova nel 1984 per l’opera di Luigi Nono Prometeo per la quale Emilio Vedova realizza gli "interventi/luce"; i testi sono scelti da Massimo Cacciari e la grande arca sonora che accoglieil pubblico nella chiesa sconsacrata di San Lorenzo è opera di Renzo Piano.

vedova_prometeo_485

E proprio le note del Prometeo scandiranno l'estremo saluto della sua città nell'ottobre del 2006, di quel Prometeo "simbolo di ogni ribellione e rivalsa eroica in nome della libertà di espressione" (G. Pedace)  

La mostra Emilio Vedova 1919-2006 chiuderà il prossimo 20 aprile.

Strauss a Venezia

Nel febbraio straussiano dell'Italia operistica (Elektra a Firenze, Salome a Torino, emtrambe messe in scena dall'oramai inevitabile Robert Carsen), anche Venezia fa la sua parte e ripropone un allestimento dell'Elektra di Klaus Michael Grüber e le scene di Anselm Kiefer del Teatro San Carlo, già Premio Abbiati di qualche anno fa. 

Nel ricco programma di sala si rievoca la storia dei non moltissimi allestimenti di quest'opera alla Fenice: nel 1938 (con Ruth Jost Arden, direttore Nino Sanzogno), nel 1961 (con Inge Borkh, direttore Karl Maria Zwissler) e nel 1971 (di nuovo Inge Borkh protagonista, direttore Fritz Rieger e regia di Regina Resnik).

La prima produzione potè contare sulla benedizione di Richard Strauss in persona. Dal programma alcune belle foto d'epoca.

strauss_a_venezia01_613
Strauss fotografato a Venezia in occasione della prima di Elektra alla Fenice (1938).

strauss_a_venezia02_553
Strauss a colloquio con il direttore d’orchestra Nino Sanzogno durante una prova per la prima di Elektra al Teatro La Fenice di Venezia (in italiano; traduzione di Ottone Schanzer).

strauss_a_venezia03_556
La prima di Elektra al Teatro La Fenice di Venezia (insieme con Il signor Bruschino di Rossini) nel 1938. La regia era di Marcello Govoni.

strauss_a_venezia04_555
Strauss, fotografato in occasione della prima di Elektra al Teatro La Fenice di Venezia insieme con gli interpreti principali, Goffredo Petrassi (all’epoca Sovrintendente del Teatro) e col direttore d’orchestra Nino Sanzogno.

Padri

Incontri berlinesi, oggi.


Davanti al Berliner Rathaus.


Davanti al Berliner Ensemble.

Cartoline da Bayreuth /3

Si riparla di Bayreuth e del suo Festival sulla stampa tedesca. Gli sponsor chiedono al vecchio Wolfgang di farsi da parte, lui non si presenta al consiglio della Fondazione che discute sul futuro del Festival, Katharina si prepara (con Christian Thielemann e Peter Ruzicka) e la cugina Nike polemizza... Niente di nuovo. Per ora.

Il settimanale Der Spiegel intanto pubblica immagini di una grande storia.


Cosima Wagner col figlio Siegfried a Bayreuth, 1910: la signora della collina verde


Herbert von Karajan nel 1951 ad una seduta di regia: Bayreuth come laboratorio


Patrice Chéreau, 1976: interpretazione rivoluzionaria del materiale del "Ring"


Bayreuth, 1976: proteste contro le visioni sceniche di Chéreau


Jürgen Flimm (a destra) e il tenore Placido Domingo alle prove di "Walküre" (2000): Regietheater fatto di immagini forti


Tankred Dorst (a destra) alle prove della "Walküre" nel 2006


Le Rheintöchter di Tankred Dorst nel 2006: cartolina suggestiva

Risvegliare l'orecchio

Ascoltare la musica.
È molto difficile.
Credo che, oggi, sia un fenomeno raro.
Si ascoltano delle cose letterarie, si ascolta ciò che è stato scritto, si ascolta se stessi in una proiezione …

Lo spazio.
La sala da concerto classica è uno spazio orribile.
Perché non offre delle possibilità ma una possibilità.
Per ogni sala c'è un lavoro specifico da fare, così come un tempo si scriveva per questo o quel luogo, per questa o quella circostanza. La musica che sto cercando è scritta con lo spazio: essa non è mai uguale in qualsiasi spazio, ma lavora con lui.

Risvegliare l'orecchio, gli occhi, il pensiero umano, l'intelligenza, il massimo dell'interiorizzazione esteriorizzata.
Ecco l'essenziale oggi.

(1983)

Luigi Nono
(1924-1990)

testi ripresi da
Luigi Nono
La nostalgia del futuro. Scritti scelti 1948-1986.
(a cura di Angela Ida De Benedictis e Veniero Rizzardi)
Il Saggiatore

L'immagine viene dal sito dell'Archivio Luigi Nono.

Regole

"Faccio fatica a stare nelle regole, mamma. Le regole un po' mi spaventano. Lo sapete come sono fatto: ho una natura esuberante, non mi piego facilmente agli schemi. E poi c'è modo e modo..."

Gioachino Rossini alla madre a proposito di padre Stanislao Mattei (1798)

Lettera a James

Dear James,

saremo di ritorno già domani verso mezzogiorno. Il viaggio è durato meno di una settimana ci ha condotti dapprima a Francoforte (una località con alte torri, di colore grigio argento e blu, dove si fa la carta, un materiale che si può scambiare con cibo per cani, spazzole, collari ecc.) e poi ieri, a Colonia, lungo il Reno scintillante, sulle cui rive fiorisce qua e là il biancospino. Naturalmente mi sei mancato per tutto il tempo: come sempre ho pensato continuamente a te e come sempre mi sono rimproverato per non averti portato con me. Ma tu ti saresti certamente annoiato e spaventato a Francoforte, non è vero? Le auto, la loro puzza, il loro fracasso, le pietre dure sotto le zampe, la quantità assurda di bipedi, la loro puzza, tutto questo infatti non avrebbe potuto suscitare in te se non malumore e confusione, avresti avuto nostalgia dl casa e avresti cercato rifugio nel sonno. Qui rappresentano una mia opera, vecchia di cinquant'anni, Bouleuard Solitude, messa in scena molto bene da un bipede di nome Nicolas Brieger e diretta in modo molto vivace e appasssonante da un suo simile, ma appena veaticinquenne, un maestro di cappella di nome Debus Johannes. Domani ti spiegherò tutto e riprenderò anche a lavorare al quadro numero uno. La luna piena c'è già stata, per cui sono ancora una volta in ritardo.

(Lettera scritta da Hans Werner Henze a James e spedita da Colonia il 22 marzo 2000. Il James di cui si parla è un bell'esemplare di whippet)

Scovata a pagina 473 di Canti di viaggio. Una vita di Hans Werner Henze
Il Saggiatore, Milano 2005.

Beverly e Régine

"You may be disappointed if you fail, but you are doomed if you don't try."
Beverly Sills

(25 maggio 1929 - 3 luglio 2007)


Gioachino Rossini, La gazzetta (Lisetta, Presto, amici)
(interpolata dalla Sills ne Il Turco in Italia)

 

"Quoi qu'il arrive, si tu devais un jour balayer les rues, n'oublie pas les coins."
Régine Crespin

(23 febbraio 1927 - 5 luglio 2007)


Gabriel Fauré, Soir op. 83 n. 2 
Christian Ivaldi pianoforte

Echenoz e Ravel

"Si riaddormenta, dieci giorni dopo muore, gli mettono addosso il frac, gilet bianco, collo rigido ad aletta, papillon bianco, guanti chiari, non lascia testamento, non restano né immagini filmate, né registrazioni della sua voce." e così finisce il romanzo Ravel di Jean Echenoz. Scrittura asciutta e rigorosa, impietoso ritratto di una depressione. Con pochi tratti di penna Echenoz offre il suo ritratto di uno dei grandi del Novecento musicale. L'aneddotica è comunque ricca.

Gershwin "ce la mette tutta per convincerlo a dargli lezioni di composizione, ma Ravel oppone un secco rifiuto, sottolineando che rischierebbe di perdere la sua spontaneità melodica, non si vede a che scopo, fra l'altro, per diventare la brutta copia di Ravel."

"Chopin chi è? Semplicissimo, risponde Ravel spegnendo la sigaretta, è il più grande degli Italiani."

"Un giorno che insieme al fratello sta passando davanti allo stabilimento di Le Vésinet: Vedi, gli dice Ravel, è quella la fabbrica del Bolero."

"Il fatto che Ravel consideri questo pezzo con una certa degnazione non  autorizza gli altri a prenderlo alla leggera. E bisogna che tutti capiscano che non si scherza col suo tempo. Quando Toscanini lo dirige a modo suo, a una velocità doppia e accelerando, dopo il concerto Ravel gli fa una gelida visita. Non è il mio tempo osserva. Toscanini si gira verso di lui allungando ancor di più il già lungo viso e corrugando il frontone che gli funge da fronte. QUando lo eseguo rispettando il suo tempo, dice, non fa nessun effetto. E allora non lo esegua, replica Ravel."

Ed infine giungono gli anni del declino. "Approfittando del passaggio a Parigi del quartetto Galimir, il produttore Canetti ha proposto alla Polydor di far loro registrare il Quartetto di Ravel. E a questi fa sapere che gli sarebbe grato se accettasse di sovrintendere. Ma sì, dice Ravel, va bene. Seduto nella cabina di controllo, assiste alla registrazione ma rifiuta di dirigerla: approva quel che sente oppure no, ma in maniera un po' distante, dicendo a volte che va bene, altre volte meno, altre ancora che bisogna rifare. [...] Una volta che hanno finito, mentre i musicisti ripongono gli strumenti nelle custodie e poi ripongono se stessi nei cappotti, Ravel si gira verso Canetti: Era notevole, dice, davvero notevole, le spiace ripetermi il nome del compositore?"

La Nilsson

Omaggio tardivo ad una grandissima.


(1957)

Eccessi di immagini

«Wagner aveva ragione: basta sentire e immaginare, a volte vedere distrae.
Ma i nostri sono gli anni dell'immagine invasiva, e la Fura s'inchina al gusto del tempo.»
(Sandro Cappelletto, La Stampa)




Alle prove


Durante una recita

Per non smentirsi, la scena pare funzionare meglio in tv. È già annunciato un DVD in alta risoluzione di questo Ring.

Album straussiano

Oggi, vista una bella edizione della Frau ohne Schatten al Nationaltheater di Mannheim. Un paio di immagini straussiane trovate su youTube.


Cheryl Studer come Kaiserin in una messa in scena di Götz Friedrich al Festival di Salisburgo (1992). La Amme è Marjana Lipovsek.


Richard Strauss e Clemens Krauss al Festival di Salisburgo del 1932.

Redon

Allo Schirn si è aperta lo scorso 27 gennaio una importante mostra dedicata a Odilon Redon. Mostra sorprendente per completezza e ricchezza di spunti su un pittore solitamente molto poco visibile. Imperdibile il catalogo. La mostra chiude il 29 aprile.

Qualche citazione redoniana (in tema col blog) rubata al vernissage:

Un articolo di Giovanna Canzi sulla mostra si legge nel Sole 24 Ore.

tredici febbraio

Oggi, centoventiquattro anni fa, a Venezia moriva Riccardo Wagner.

Foto fatta in occasione del centoventritreesimo anniversario (quando questo blog ancora non esisteva).

Oggi, parecchi decenni dopo, nasceva Robbie Williams, ma anche Peter Gabriel.

Fenomenologia del Tannhäuser

"I've seen things you people wouldn't believe.
Attack ships on fire off the shoulder of Orion.
I watched C-beams glitter in the dark near the Tannhäuser gate.
All those moments will be lost in time,
like tears in rain.
Time to die."
[il replicante Roy in Blade Runner]

Piccola rassegna iconografica prima della prima del Tannhäuser di domenica a Francoforte.


Der Tannhäuser nel Codex Manesse


Henri Fantin-Latour Tannhäuser sul Venusberg (1864)
Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles, CA, USA


Sándor Liezen-Mayer Vénusz és Tannhäuser (1875)
Budapest, Magyar Nemzeti Galéria



Otto Knille Venere e Tannhäuser (1873)
Berlino, Alte Nationalgalerie



Gabriel von Max Venere e Tannhäuser (1873, 1878 o 1888)
Varsavia, Museo Nazionale


John Maler Collier In the Venusberg (Tannhäuser) (1901)


Paul Cézanne Ragazza al pianoforte (L'overture del Tannhäuser) (1869)
San Pietroburgo, Museo dell'Ermitage

 
Due illustrazioni di Aubrey Beardsley per Under the Hill




J. Aigner Tannhäuser nella grotta di VenereTannhäuser nella Wartburg
Castello di Neuschwanstein

Wagner e altre visioni di artisti sono qui.

Bassopiano

Stasera debutta all'Oper Frankfurt l'opera di Eugen D'Albert Tiefland. Tragedia della passione costruita sulla triangolazione classica isso, issa e 'o malamente, nobilitata solo dalle intenzioni di analisi e critica sociale del catalanista Ãngel Guimerá, autore del dramma teatrale Terra baixa da cui Rudolph Lothar trasse il libretto.

Ne esiste anche un film diretto nel 1954 da Leni Riefenstahl, occhio ufficiale delle geometrie naziste. Qualcuno accredita anche Georg Pabst come co-regista. Curioso incrocio fra il testo di Guimerá e l'opera di D'Albert, il film enfatizza - se possibile anche più dell'opera - il lato melodrammatico in una cornice bucolica di montagne che più che i Pirenei sembrano (sono?) le Dolomiti. Pedro (Franz Eichberger) è un pastore di commovente candore, tutto pecore e montagne. Comincia a capire qualcosa sulla natura umana solo quando il dissoluto marchese Sebastiano (Bernhard Minetti) non gli fa sposare la bella danzatrice Marta (la Riefensthal, una specie di 'Gilda' Hayworth in minore), e la tragedia comincia...

Le musiche del film sono una riscrittura di temi di D'Albert adattate al melodrammone della Riefenstahl. In quanto al loro autore, i titoli del film Herbert Winde, mentre secondo il sito imdb.com sarebbero di Giuseppe Becce.

Al vero, al bello, al buono

Costruita nel 20 Ottobre 1880 su progetto dell'architetto berlinese Richard Lucae e immediatamente riscoosciuta come uno dei teatri d'opera europei più belli e capienti con i suoi circa 2200 posti, l'edificio fu distrutto durante il bombardamento delle forze alleate nella notte del 23 marzo del 1944. Si salvarono le mura perimetrali e parte dell'atrio, ma la sala andrò completamente distrutta.

Seguì un lunghissimo dibattito che servì ad evitare la demolizione dei resti e che si concluse con la decisione di recuperare l'aspetto esterno mentre l'interno fu completamente rifatto e destinato ad auditorium (nel frattempo si era costruito un nuovo e moderno teatro per l'opera). I vecchi spazi disegnati da Lucae furono organizzati in una grande sala (Grosser Saal) di 2450 posti e una sala minore (Mozart Saal) di 720 posti.

L'Alte Oper fu riaperta il 28 agosto 1981 con l'ottava Sinfonia di Gustav Mahler eseguita dalla Frankfurter Opernhaus und Museumorchester diretta da Michael Gielen.

Dalla riapertura, a fronte di una riduzione del contributo pubblico da poco più di 12 milioni di euro nel 1993 agli attuali 5.3 milioni di euro, l'Alte Oper ha ospitato un numero crescente di eventi musicali, organizzati sia autonomamente che con il concorso di varie organizzazioni musicali cittadine, come l'Associazione degli amici dell'Alte Oper, le due orchestre stabili della città (Frankfurter Museumorchester e hr-Sinfonieorchester), l'Ensemble Modern, e le società concertistiche ProArte e Frankfurter Bachkonzerte.

I primi venticinque anni dalla riapertura sono stati celebrati con una serie di eventi già a partire dalla fine dell'estate. Oltre alla musica, la mostra di fotografie Quadri di una esposizione (Bilder einer Ausstellung) di Brigitte e Lutz Kleinhans, collaboratori della Frankfurter Allgemeine Zeitung, ne testimoniano alcuni dei momenti più significativi degli ultimi anni.


Le rovine dell'Alte Oper (1964)


All'inteno delle mura (ottobre 1963)


Il concerto per la riapertura (28 agosto 1981)


Herbert von Karajan (27 ottobre 1980)


Leonard Bernstein dirige i Wiener Philharmoniker (18 ottobre 1981)


Vladimir Horowitz (16 novembre 1981)


Lorin Maazel dirige la Pittsburgh Symphony Orchestra (9 febbraio 1996)


Georg Solti e Anne-Sophie Mutter con la Chamber Orchestra of Europe (27 gennaio 1991)

Le foto sono di Lutz e Brigitte Kleinhans.
Per la storia dell'Alte Oper si può andare
qui

 

Altre Cenerentole

Piccola collezione di Cenerentole illustri al cimento con il rondó finale di Angelina.


Maria Callas (in recital ad Amburgo, 1962)


Teresa Berganza


Teresa Berganza (in una trasmisisone televisiva del 12 agosto 1964)


Agnes Baltsa (concerto di gala a Vienna nel 1979)


Jennifer Larmore (Parigi, Palais Garnier, 1996)


Sonia Ganassi (Bologna, Teatro Comunale, 2000)

Comincia l'inverno?

Frühling (H. Hesse)

In dämmrigen Grüften träumte ich lang
von deinen Baümen und blauen Lüften
von deinem Duft und Vogelsang.
Nun liegst du erschlossen in Gleiß und Zier,
von Licht übergossen wie ein Wunder vor mir.
Du kennst mich wieder, du lockst mich zart.
Es zittert durch all meine Glieder
deine selige Gegenwart.

Primavera

Quante volte ho sognato in stanze senza luce
i tuoi alberi, la tua aria azzurra,
il tuo profumo, il canto degli uccelli.
Ora sei qui, davanti a me, e ti schiudi
splendida, circonfusa di luce, come un prodigio.
Mi riconosci, mi attiri teneramente.
E per tutte le membra mi trema
la tua beata presenza.

September (H. Hesse)

Der Garten trauert
kühl sinkt in die Blumen der Regen.
Der Sommer schauert
still seinem Ende entgegen.
Golden tropft Blatt um Blatt
nieder vom hohen Akazienbaum,
Sommer lächelt erstaunt und matt
in den sterbenden Gartentraum.
Lange noch bei den Rosen
bleibt er stehen, sehnt sich nach Ruh.
Langsam tut er die großen
müdgewordenen Augen zu.

Settembre

In lutto è il giardino, fresca
la pioggia cade sui fiori.
Con un brivido l'estate
va silenziosa verso la fine.
Gocce d'oro di foglia in foglia
cadono dall'alta acacia;
sorride l'estate, stupita ed esausta,
nel sogno morente del giardino.
Presso le rose indugia ancora
a lungo, sospirando il riposo.
Poi lentamente chiude
i suoi grandi occhi stanchi.

Beim Schlafengehen (H. Hesse)

Nun der Tag mich müd gemacht,
soll mein sehnliches Verlangen
freundlich die gestirnte Nacht
wie ein müdes Kind empfangen.
Hände laßt von allem Tun,
Stirn, vergiß du alles Denken,
alle meine Sinne nun
wollen sich in Schlummer senken.
Und die Seele, unbewacht,
will in freien Flügeln schweben,
um im Zauberkreis der Nacht
tief und tausendfach zu leben.

Andando a dormire

Sono stanco del giorno;  ma ora
la gentile notte stellata
accolga i miei palpiti ardenti
come un bambino stanco.
Mani, lasciate i gesti;
fronte, dimentica i pensieri;
ora vogliono i miei sensi
scivolare tutti nel sonno.
E l'anima, senza custode,
volerà su libere ali,
nel cerchio magico della notte
vivrà mille vite arcane.

Im Abendrot (J. von Eichendorff)

Wir sind durch Not und Freude
gegangen Hand in Hand,
vom Wandern ruhen wir
nun überm stillen Land.
Rings sich die Täler neigen,
es dunkelt schon die Luft,
zwei Lerchen nur noch steigen
nachtträumend in den Duft.
Tritt her und laß sie schwirren,
bald ist es Schlafenszeit,
daß wir uns nicht verirren
in dieser Einsamkeit.
O weiter, stiller Friede,
so tief im Abendrot.
Wie sind wir wandermüde -
ist dies etwa der Tod?

Al tramonto

Attraverso la gioia e il dolore
siamo andati, mano nella mano
ora riposeremo del cammino
su questa terra silenziosa.
Il pendio della valle si addolcisce
intorno, e l'aria si fa scura
solo due allodole si alzano,
sognando la notte, tra i profumi.
Vieni vicino, e lasciale frullare;
presto sarà tempo di dormire;
altrimenti noi ci perderemmo
in questa distesa solitaria.
O pace vasta e silenziosa,
pace profonda del tramonto.
Siamo così stanchi del cammino -
è così, forse, che si muore?

Richard Strauss, Vier letze Lieder
Renée Fleming soprano
Lucerne Festival Orchestra
Claudio Abbado direttore
(Lucerna, 2004)

Traduzione di Andrea Casalegno
(da Lieder, a cura di Vanna Massarotti Piazza, Vallardi - Garzanti 1982)

Non temer...

Ewa Podles canta "Non temer, d'un basso affetto" dal Maometto II di Rossini.

(registrato il 13 Settembre 1998 all'Auditorium della radio polacca di Wroclaw, nel corso del concerto del 33mo International Festival 'Wratislavia Cantans')

Primedonne


Anna Caterina Antonacci "Essa corre al trionfo! ... Ah! dov'è Pirro?" dall'Ermione di Rossini. Registrata al Glyndebourne Festival Opera (1995, regia di Graham Vick).


Gran finale (con Buce Ford).

Cartoline da Bayreuth

«Cariss. Ho sentito una buona esecuzione orchestrale dei Maestri Cantori ma ho dovuto deplorare il nessun affiatamento fra orchestra - cori e artisti, i quali in tutta confidenza ti dirò che sono dei cani. Queste esecuzioni di Bayreuth sono una vera mistificazione per chi come me spera sempre la perfezione. - Ciao. Tuo - Arturo»

Arturo Toscanini, Cartolina da Bayreuth a Pietro Sormani, 29 luglio 1899
pubblicata in Harvey Sachs (a cura di), Nel mio cuore troppo d'assoluto. Le lettere di Arturo Toscanini, Garzanti

"[...] Tutta l'atmosfera della sala, la sua cornice e il suo ambito mi sembrarono lugubri. Era come un crematorio (per soprammercato molto fuori moda) dove si aspettava di veder comparire il signore in nero incaricato di pronunciare il discorso solenne esaltante le qualità del defunto. L'ordine di radunarsi fu dato dalla fanfara, e la cerimonia cominciò. Mi feci piccolino ed immobile. In capo a un quarto d'ora non stavo più in me; le membra erano intorpidite, mi occorreva cambiar posizione. Crac! È fatta! La sedia fa un rumore che mi vale un centinaio di sguardi furenti [...]" (1912)

Igor Stravinsky, Chroniques de ma vie
(ripresa e tradotta da Mario Bortolotto in Wagner l'oscuro, Adelphi)

cartoline trovate qui

Insalata tenorile in salsa rossiniana


Rockwell Blake: il pioniere del moderno stile
Ilo, "Terra amica" (Zelmira)
(Pesaro, serata di gala per il bicentenario rossiniano, 1992)


Marcello Giordani: l'eroico
Guillaume Tell, Arnold, "Ne m'abandonne point, espoir de la vengeance! ... Asile héréditaire"

(Parigi, Opéra Bastille, aprile 2003)


Juan Diego Florez: il migliore!
Semiramide, Idreno "Sì, sperar voglio contento"

(New York, Metropolitan Opera, Gala per Joseph Volpe, maggio 2006)


Maxim Mironov: il futuro?
La Cenerentola, Ramiro, "Sì ritrovarla io giuro"

(Glyndebourne Opera, 2005)

Schwarzkopf nel Rosenkavalier

Elisabeth Schwarzkopf nel monologo "Da geht er hin" dal Rosenkavalier.
Vienna, 1962

Elisabeth Schwarzkopf (1915-2006)


Elisabeth Schwarzkopf
(Jarocin, 9 dicembre 1915-Schruns, 3 agosto 2006)

 


ll soprano tedesco, Dama dell'Impero britannico, aveva 90 anni
e viveva da tempo nella sua casa austriaca di Schruns

È morta Elisabeth Schwarzkopf
tra le più grandi voci del Novecento

Indimenticabili le sue interpretazioni delle opere di Mozart e di Strauss

Il grande soprano Elisabeth Schwarzkopf, celebre soprattutto per le sue interpretazioni delle opere di Strauss e Mozart, è morta a 90 anni nella sua casa di Schruns, in Austria. La Schwarzkopf, che Herbert Von Karajan definì "forse la migliore cantante in Europa", ha avuto una lunghissima carriera, cominciata a circa 20 anni e conclusa a quasi 70. Una carriera appena velata, tutto sommato, dalle accuse (rivelatesi poi fondate) di aver fatto parte del partito nazista, e coronata da molti riconoscimenti, tra i quali la nomina a Dama dell'Ordine britannico da parte della regina Elisabetta II nel 1992.

Olga Maria Elisabeth Friederike Schwarzkopf era nata a Jarocin, città che attualmente si trova in Polonia,ma all'epoca faceva parte della Germania, il 9 dicembre 1915, da genitori prussiani. Nel 1934 entrò nella 'Berlin Hochschule füer Musik', dove cominciò a studiare, come contralto, con Lula Mysz-Gmeiner; successivamente fu però la madre di Elisabeth a chiedere che la figlia proseguisse i suoi studi invece come soprano. Entrò alla 'Berlin Deutsche Oper' come giovane soprano nel 1938. Poco dopo, nello stesso anno, debuttò professionalmente nel secondo atto del 'Parsifal' di Wagner.

Elisabeth cantò per la 'Deutsche Oper' per quattro anni, durante i quali diventò membro del Partito nazionalsocialista. I suoi biografi hanno poi ricostruito il rapporto tra la cantante e i nazisti: la Berlin Deutsche Oper aveva un forte legame con il ministro della Propaganda Joseph Goebbels, e fu questo a spingere probabilmente la Schwarzkopf a chiedere la tessera, che le venne assegnata nel marzo del 1940. Una circostanza da lei negata a lungo, fino a quando, nel corso di un intervista rilasciata al Times, dovette arrendersi all'evidenza: il giornalista si era documentato, aveva anche il numero della tessera. "I lived for art", si giustificò, parafrasando la celebre aria 'Vissi d'arte' della Tosca, in una lunga lettera scritta allo stesso Times, nella quale spiegava che all'epoca iscriversi al partito nazista era come iscriversi al sindacato per un'artista.

Ma è dopo la caduta del nazismo che Elisabeth Schwarzkopf ottiene i maggiori trionfi: ebbe grande successo con i ruoli di Mimì nella Boheme e di Violetta nella Traviata, nel 1946 a Vienna. Sempre con la Vienna Staatsoper debuttò a Londra alla Royal Opera House nel dicembre del 1947 come Donna Elvira nel Don Giovanni. Nel 1948 interpretò una apprezzatissima Contessa di Almaviva al Festival di Salisburgo, con la direzione del grande Karajan, con il quale instaurò una stretta relazione di lavoro.

Nello stesso anno debuttò alla Scala, dove cantò ogni anno fino al 1963. Nel 1953 sposò il suo manager Walter Legge in Gran Bretagna, paese di cui acquistò la cittadinanza. Nel 1955 il grande direttore d'orchestra Arturo Toscanini le consegnò personalmente il premio 'Orfeo d'oro'. In Gran Bretagna ottenne molto successo, e nel 1954 cantò per la prima volta anche negli Stati Uniti, con l'entusiasmo di pubblico e critica. Il debutto al Metropolitan arrivò tuttavia solo nel 1964. Nel 1971 chiuse la sua carriera con un concerto memorabile a Bruxelles, ma continuò ad essere molto presente nel mondo della lirica, tenendo numerose masterclass.

Dal 1960 al 1967, la Schwarzkopf si concentrò prevalentemente su alcuni ruoli: Donna Elvira in Don Giovanni, la Contessa nelle Nozze di Figaro, Fiordiligi in Così fan tutte, la Contessa Maddalena in Capriccio, un'indimenticabile 'Marescialla', personaggio chiave del Cavaliere della Rosa di Strauss. Ottenne inoltre grande successo come Alice in Falstaff.

I ruoli per i quali maggiormente vengono ricordate le sue interpretazioni, considerate davvero memorabili (e delle quali ci sono rimaste numerose incisioni discografiche) sono quello della Marescialla nel Cavaliere della Rosa di Richard Strauss e quelli mozartiani, a cominciare da quello della Contessa nelle Nozze di Figaro.

la Repubblica 4 agosto 2006

Frammenti di anello


Il finale di Das Rheingold con Bryn Terfel (Wotan), Philip Langridge (Loge), Rosalind Plowright (Fricka), Emily Magee (Freia), Will Hartmann (Froh), James Rutherford (Donner). Dirige Antonio Pappano.


Die Walkure con Bryn Terfel (Wotan) e Lisa Gasteen ( Brünnhilde). Dirige Antonio Pappano.

Londra, Royal Opera House Covent Garden (2005)

VIVAldi!


Alleluia dal Mottetto Nulla in mundo pax sincera (RV630).
Sandrine Piau e l'Ensemble Amarillis (Beaune, France, 2003)


Armatae face et anguibus da Juditha Triumphans
Cecilia Bartoli e il Giardino Armonico


Gran finale: Agitata da due venti da Griselda
Ancora Cecilia Bartoli e il Giardino Armonico

Medee

Domani, la Medée di Cherubini a Mannheim. Lo spettacolo promette bene: il geniale Achim Freyer firma regia, scene e costumi. Caroline Whisnant sarà Medea. Saprà reggere il confronto con le sue illustri colleghe del passato?

Una Callas d'annata (Teatro alla Scala, dicembre 1961) con Jon Vickers come Giasone, Nicolai Ghiaurov come Creonte e Giulietta Simionato come Neris. Tanto per rinfrescare un po' la memoria...  

Piccolo omaggio a Marilyn

"On December 9, 1981, I arrived in Venice for my debut at La Fenice, the most beautiful opera house in the world..." (M. Horne)

Marilyn Horne: The Song Continues
by Marilyn Horne, Jane Scovell (2004)