
Ascoltare la musica.
È molto difficile.
Credo che, oggi, sia un fenomeno raro.
Si ascoltano delle cose letterarie, si ascolta ciò che è stato scritto, si ascolta se stessi in una proiezione …
Lo spazio.
La sala da concerto classica è uno spazio orribile.
Perché non offre delle possibilità ma una possibilità.
Per ogni sala c'è un lavoro specifico da fare, così come un tempo si scriveva per questo o quel luogo, per questa o quella circostanza. La musica che sto cercando è scritta con lo spazio: essa non è mai uguale in qualsiasi spazio, ma lavora con lui.
Risvegliare l'orecchio, gli occhi, il pensiero umano, l'intelligenza, il massimo dell'interiorizzazione esteriorizzata.
Ecco l'essenziale oggi.
(1983)
Luigi Nono
(1924-1990)
testi ripresi da
Luigi Nono
La nostalgia del futuro. Scritti scelti 1948-1986.
(a cura di Angela Ida De Benedictis e Veniero Rizzardi)
Il Saggiatore
L'immagine viene dal sito dell'Archivio Luigi Nono.