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impressioni, incazzature, notizie di un curioso di musica italiano in Germania (ma anche in altri posti)

Frankfurter Opera Talk / ´eliko Lučić

Baritono verdiano di razza, nell‘ensemble dell'Oper Frankfurt dal 1998, sta ormai decollando nello star system internazionale ed è ospite dei più importanti teatri lirici del mondo. Nato in Serbia nel 1969, ha scoperto presto la propria passione per il canto. Allievo del mezzosoprano Biserka Cvejić, debutta a Novi Sad e Belgrado, nel 1987 vince il concorso Francisco Viñas a Barcelona grazie al quale ottiene la sua prima scrittura internazionale e, dopo un breve passaggio a Colonia nel 1997, Udo Gefe lo chiama a Francoforte dove ha ricoperto soprattutto ruoli verdiani e pucciniani. Venerdì prossimo debutterà come Carlo Gérard nella versione concertante di Andrea Chénier all'Alte Oper diretto da Paolo Carignani, un ruolo "pericoloso per la voce: devi spingere, urlare tutto il tempo. Manca la cantabilità che ritovo in Verdi".

Temperamento sanguigno, valori tradizionali, profonda ammirazione per i grandi del passato che ascolta nei momenti di relax ("per piacere e per imparare da questi grandi"), si lancia volentieri in polemiche contro lo star system che, a suo dire, sta rovinando il mondo dell‘opera: "Oggi la professione è business. È più importante essere belli che saper cantare. Tutto è veloce: si cambia il modo di cantare per inseguire comunque il successo facile, ma nessuno cura più la voce. Va bene, ma continuo ad ammirare le grandi voci del passato: Bastianini, Corelli, e anche prima."

Il suo modello? „Cesare Siepi: un gentleman, un dio, tutto!"

Dei suoi spettacoli a Francoforte, il migliore a suo dire è stato La Bohème (regia di Alfred Kirchner), ma ha apprezzato anche il Trovatore (regia di Antonio Calenda), che però è scomparso rapidamente dalla programmazione, "a qualcuno non piaceva". Quello che ha detestato di più: "Il Macbeth messo in scena da Calixto Bieito: una persona molto piacevole fuori dal teatro, ma molto problematico sul palcoscenico. D'accordo con i miei colleghi, la sera della prima abbiamo deciso di cambiare una scena di sesso perché la collega che doveva era troppo timida per eseguirla come voleva lui." Nel 2008 terminerà il suo contratto con l'Oper Frankfurt, dove concluderà con Jago il suo ciclo di ruoli verdiani. Un solo rimpianto: non cantare Posa, il suo ruolo verdiano preferito, nella produzione del Don Carlos prevista nell'Ottobre 2007, diretta da Carlo Franci.

Impegni artistici con la Metropolitan Opera lo impegneranno in tutte le stagioni a seguire fino al 2011, con opere come Macbeth, Nabucco, Rigoletto (ruolo in cui debutterà a Dresda in giugno), Traviata, Madama Butterfly, Trittico.
E dopo? „Forse mi ritirerò: non mi piace la direzione che ha preso l‘opera. Non è più canto, arte ma solo business."

Tre foto del Macbeth di Bieito (Oper Frankfurt, 2003) recuperate dagli archivi.

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