publicopera

impressioni, incazzature, notizie di un curioso di musica italiano in Germania (ma anche in altri posti)

Gregorian 016

"A Papa Paolo VI
che gli chiedeva cosa la Chiesa potesse fare
a favore della musica, Igor Stravinskij rispose:
"Santità, restituisca alla musica i castrati".

Dalla Repubblica di oggi:
Benedetto XVI intende rilanciare latino e gregoriano nelle liturgie cattoliche. E ne consiglia l'uso nelle grandi celebrazioni che avvengono in occasione dei raduni internazionali: "E' bene - scrive nella sua prima Esortazione Apostolica - che tali celebrazioni siano in lingua latina; così pure siano recitate in latino le preghiere più note della tradizione della Chiesa ed eventualmente eseguiti brani in canto gregoriano". E i futuri sacerdoti "fin dal tempo del seminario" siano preparati a celebrare in latino, "nonché ad utilizzare testi latini e a eseguire il canto gregoriano".

... Se si riesce a liberare le catacombe dai turisti, forse si potrà cominciare ad utilizzarle nuovamente.
(sentita qui)

Post Scriptum: Per motivi puramente umanitari, questo blog si dissocia preventivamente da richieste neo-stravinskijane.

leggi i commenti

Un'alternativa per non sentire più chitarre, tamburi e cimbali, per esempio, è non andare in chiesa, no?

Alleluia!!!!!!! Non ne potevo piu di sentire chitarre, tamburi e cimbali durante le funzioni eucaristiche!! Ma che cosa c'entrano?? La Santa Messa e' oramai un vero e proprio festival canoro degno di "SAN" Remo.

Dal sito del Santo Padre:

Il canto liturgico

42. Nell'ars celebrandi un posto di rilievo viene occupato dal canto liturgico.(126) A ragione sant'Agostino in un suo famoso sermone afferma: « L'uomo nuovo sa qual è il cantico nuovo. Il cantare è espressione di gioia e, se pensiamo a ciò con un po' più di attenzione, è espressione di amore ».(127) Il Popolo di Dio radunato per la celebrazione canta le lodi di Dio. La Chiesa, nella sua bimillenaria storia, ha creato, e continua a creare, musica e canti che costituiscono un patrimonio di fede e di amore che non deve andare perduto. Davvero, in liturgia non possiamo dire che un canto vale l'altro. A tale proposito, occorre evitare la generica improvvisazione o l'introduzione di generi musicali non rispettosi del senso della liturgia. In quanto elemento liturgico, il canto deve integrarsi nella forma propria della celebrazione.(128) Di conseguenza tutto – nel testo, nella melodia, nell'esecuzione – deve corrispondere al senso del mistero celebrato, alle parti del rito e ai tempi liturgici.(129) Infine, pur tenendo conto dei diversi orientamenti e delle differenti tradizioni assai lodevoli, desidero, come è stato chiesto dai Padri sinodali, che venga adeguatamente valorizzato il canto gregoriano,(130) in quanto canto proprio della liturgia romana.

Testo integrale:
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/apost_exhortations/documents/hf_ben-xvi_exh_20070222_sacramentum-caritatis_it.html

Missa Est!


inserisci un commento
Nome(*)
Email(*)
Url:
Ricordati di me:

Scrivi nella finestrella le lettere e numeri che vedi nell'immagine