Da giorni i giornali tedeschi sono pieni delle polemiche scatenate dalla decisione della berlinese Deutsche Oper di cancellare dal cartellone Idomeneo che sarebbe dovuto andare in scena per poche recite dal 7 ottobre. Lo fa per non mettere in pericolo i lavoratori del teatro ed il pubblico che avesse voluto assistervi. E non solo lo cacella dalle scene, ma se se ne volesse trovare traccia nel sito, si sarebbe destinati ad essere frustrati: non esiste più nulla, come fosse l'immagine di un qualche vecchio amico in un album fotografico di Stalin.
Stupisce che una decisione così attenta verso un soi disant sentimento religioso arrivi comunque a quasi tre anni dal debutto dello spettacolo di Hans Neuenfels, quando, sia la reazione non proprio amichevole di critica e pubblico, a suo tempo avrebbe magari offerto una occasione meno attaccabile. O forse no, vista la sacralità del Regista da queste parti.
Il motivo: il buon re Idomeneo verso il finale arriva in scena con le teste mozzate di Buddha, Poseidone, Gesù e Maometto (l'ordine seguito qui segue l'età presunta dei quattro personaggi non la loro importanza).
Ma perché tanta furia vendicatrice? Potrebbe stupire il fatto che Idomeneo non si limiti a colpire Poseidone ma coinvolga anche altri tre sciagurati che con le sue tormentate vicende, per quanto se ne sa, c'entrano poco. Ma qui ci viene in soccorso il Neuenfels stesso: "Poiché milioni di morti sono da mettere sul conto dei conflitti di religione, abolirle tutte può essere una misura propedeutica alla pace" e, con indiscutibile coerenza, dichiara lui stesso guerra alle religioni.
Passi pure l'ingiusto attacco al normalmente pacifico Buddha, a Neuenfels avrebbe però giovato ascoltare almeno il monito di una delle vittime, fedelmente riportato dell'evangelista Matteo: Qui gladio ferit gladio perit.
È fin troppo facile attaccare la censura in qualsiasi forma si presenti, magri anche sotto lo spesso strato di cipria del politically correct. E, del resto, le critiche all'eccesso di zelo della sovrintendente Kirsten Harms non sono giustamente mancate da parte degli intellettuali e della classe politica.
Si pensi però un attimo al terribile dilemma del bloggista - megalomane nel suo intrinseco esibizionismo - che deve rispondere all'imperativo morale di documentare con una immagine il fatto di cui racconta: rispettare il sentimento religioso di milioni di cittadini di questo pianeta legittimando in tal modo la censura, o rivedicare con un gesto il suo diritto ad esprimersi liberamente? Ebbene: questo bloggista sceglie il secondo corno, sebbene ceda solo al buongusto e mostri qui sotto una immagine meno cruenta della produzione berlinese. Con le quattro vittime vive e, sembra, in ottima forma.

Come dire che alla fine della fiera il solo decapitato è il Neuenfels. Ah! se solo avesse letto Matteo...
Obbligatoria antologia in difesa della libertà di espressione: