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impressioni, incazzature, notizie di un curioso di musica italiano in Germania (ma anche in altri posti)

Il teatro alla moda

Benvenuto CelliniSempre la stessa storia: capricci di divi che quasi affondano il Festival di Salisburgo. Lo racconta con un po' di veleno Renaud Machart, corrispondente da Salisburgo di Le Monde.

Tutte le star del Festival hanno annullato per un motivo od un altro le loro esibizioni: Anna Netrebko le due date dello Stabat Mater in programma l'8 e l'11 agosto (con Elina Garança, non malata ma improvvisamente indisponibile) malgrado la buona forma esibita pochi giorni prima nell'Operngala di Baden-Baden; la mezzosoprano Vesselina Kasarova impegnata nel Benvenuto Cellini per un problema ad un piede; la soprano francese Patricia Petibon fresca di parto; Rolando Villazón per malattia; ed per finire, il tenore americano Neil Shicoff, che non ha nemmeno comnciato le prove del Cellini a tre giorni dall'inizio per la depressione e lo shock provocato dalla nomina del concorrente Dominique Meyer alla direzione dell'Opera di Vienna. Infine Gérard Depardieu, voce recitante nel Lélio di Berlioz programmato il 12, 14 e 15 agosto, che minaccia il ritiro se la televisione austriaca ORF insistesse per riprendere lo spettacolo...

Nota Machart che Netrebko, Garança, Villazón (e l'Orchestra Barocca Veneziana impegnata nel concerto pergolesiano) sono tutti artisti della scuderia Deutsche Grammophon, dall'era Karajan solidamente legata all'immagine Festival.
Dilemma per Jürgen Flimm, neodirettore del Festival che dichiara alto e forte di non voler venire a patti con i ricatti dei divi: riuscirà a liberarsi anche del ricatto della Deutsche Grammophon?

Doping all'opera?

Sullo stesso registro, l'intervista al tenore wagneriano pubblicata ieri dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung. Polemico e battagliero, Wottrich risponde a domande scomode anche sui colleghi senza troppi peli sulla lingua. A proposito della malattia che ha colpito anche lui nel corso delle repliche della Walküre al Festival di Bayreuth, dice "Forse c'è troppo stress in giro o forse perché l'intero mondo della lirica è malato e non c'è da meravigliarsi se i cantanti si ammalano. Hai un raffreddore e diventa subito una condanna a morte. Di me si è scritto non che ero malato ma che ero alla fine della mia carriera."

Ma sono normali tutte le defezioni di Salisburgo? "Non è normale che non si consideri la voce un organo umano, ma una macchina." E sulla Netrebko "Si dice che Anna Netrebko sia inaffidabile ma è una insolenza. So da fonte sicura che Anna ha una laringite. Naturalmente si è ritirata perché è cosciente dell'enormità del Festival: ogni nota sbagliata si può trasformare in una tomba nella città che l'ha creata. Negli ultimi tempi l'opera è arrivata alla realtà virtuale mediatica. I cantanti sono valutati secondo lo stesso criterio di Jenny Elvers, Paris Hilton o Christoph Schlingensief."

A proposito di quanto detto da Vesselina Kasarova sul fatto che molti cantanti, non sopportando più la pressione, si doprebbero, Wottrich dice: "Di questo nessuno parla. Ma il doping è da parecchio all'ordine del giorno nel mondo musicale. Molti solisti prendono il Betablocker per controllare la paura, alcuni tenori prendono cortisone per far salire su la voce, e l'alcol è normale. La paura è diventato un fattore importante, ed ogni mezzo è lecito per non deludere le aspettative. Per molti cantanti questo è l'inizio della fine. Ci vuole molta forza per resistere a tutto. Alla fine ci dobbiamo chiedere perché i musicisti fanno uso di queste sostanze." E sulle ragioni di questa tendenza, Wottrich spiega: "La musica è uno sport di squadra. Ma questa concetto è devastato dall'influenza di altri fattori, di manager e sponsor. E intanto ognuno pensa a se stesso. Se sono legato a contratti pubblicitari per milioni di euro, mi sento anche obbligato a dare i risultati che ci si aspetta da me."

Wottrich in Walkuere a BayreuthSui due divi del momento, Wottrich non è troppo tenero: "Da Anna Netrebko non ci si aspetta che interpreti la Violetta di Verdi. Dovrebbe piuttosto essere l'Anna Netrebko della pubblicità: carina, allegra, e felice della vita, sempre la stessa che canti dal vivo o in playback." e su Rolando Villazón "Se avessi la voce che ha lui e i giornali mi riducessero a "Mr. Bean dell'opera" mi sparerei. Villazón è un uomo intelligente con una bella voce. Ma questo non interessa più, ha sopracciglie lunghe ed è spiritoso. Non c'è da sorprendersi che ci si ammali."

E il pubblico? Ha qualche colpa? "Il pubblico d'opera autentico no, ma solo coloro per i quali l'opera sarebbe uno show finto. È come con il tour de France: il normale spettatore televisivo, alcolizzato e consumatore di grassi, che non si è mai seduto su una bicicletta, si scaglia contro il corridore dopato, contro l'idolo, che egli sesso ha adorato, per rovesciarlo. L'afrodisiaco del nostro tempo è il fallimento degli altri. E, con permesso, questo mi fa vomitare immensamente."

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