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impressioni, incazzature, notizie di un curioso di musica italiano in Germania (ma anche in altri posti)

La Bartoli e i pochi profeti di casa Italia

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Nella Stampa di oggi, da Zurigo Santa Cecilia Bartoli parla con Alberto Mattioli della sua recente passione per la Maria (Malibran) e del suo duecentesimo compleanno festeggiato lunedì scorso con tre concerti nella parigina Salle Pleyel ("Io mi sono divertita. L’ho festeggiata così. Del resto, lei era una donna spiritosa e amava le sfide. Al mattino ho fatto un concerto con Lang Lang e Vadim Repin, nei panni rispettivamente di Liszt e di Charles de Bériot, violinista e grande amore di Maria. Al pomeriggio, ho cantato La Cenerentola. Alla sera, un recital con orchestra”), dei suoi progetti belliniani e dello "scandalo" ossia del fatto che "la più acclamata cantante lirica di oggi è italiana, canta il repertorio italiano ma non lo fa in Italia".
Anche in questa intervista, la Bartoli appare solare, simpatica, impertinente:

I teatri italiani si svegliano troppo tardi. È la solita spiegazione. Ma non spiega niente.
«Però è vera. Mi invitano sempre quando non posso mai».
Il soprintendente della Scala, Stéphane Lissner, ha detto che lei costa tropppo.
«E allora canto altrove! Negli Stati Uniti, a Parigi, a Londra, in Spagna, perfino in Turchia. Guardi che il "Nemo propheta in patria" non è stato inventato per me».
Però le si attaglia benissimo.
«Ma anche a tanti altri. Pensi a Caruso, pensi allo stesso Pavarotti, che è diventato Pavarotti in America. Ciò detto, scriva!» Scrivo. «Trovo l’Italia meravigliosa, ci torno volentieri e ancor più volentieri tornerei a cantarci. È triste: amo il mio Paese ma non posso dirgli grazie».
Genova, Napoli, l’Arena: i teatri sono allo sfascio. Cresce il partito di chi vorrebbe chiuderli e ripartire da zero. È d’accordo?
«Lo sarei se ci fosse la certezza che poi riaprirebbero. Visto che non c’è, meglio non rischiare. Del resto, è difficile l’intera situazione italiana. Tutto è fermo aspettando le elezioni. Ma dopo, per favore, fate qualcosa».

Fra i suoi progetti imminenti l’incisione della Sonnambula e, fra i sogni, interpretare la Desdemona dell’Otello rossiniano ("non il Moro come faceva la Malibran") e cantare con Jonas Kaufmann ("Perché è bravissimo. Poi è anche carino, il che non guasta").

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Il debutto della Bartoli nella Sonnambula avverrà prestissimo: in Germania, al Festspielhaus di Baden Baden il prossimo 4 aprile (replica il 6) con Thomas Hengelbrock e il Balthasar Neumann Ensemble und Chor. Il resto del cast comprende Celso Albelo (Elvino), Ildebrando D´Arcangelo (Rodolfo), Peter Kalman (Alessio), Maria Bengtsson (Lisa), Daniela Sindram (Teresa) e Raphael Pauß (Un notario). L’opera sarà eseguita in versione concertante.

Due assaggi belliniani


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