Alcune foto esclusive rubate da una mano anonima alle prove.
Italianissima la compagnia di canto: Raffaella Milanesi (Giulia), Giorgia Milanesi (Lucilla), Daniele Zanfardino (Dorvil), Maurizio Leoni (Blansac), Enrico Marabelli (Germano) più Christian Dietz (Dormont) e Pietra Piccione (una cameriera). Molto italiano anche il team artistico voluto da Andrea Marcon, da quest'anno direttore artistico della Kammerakademie di Potsdam: il direttore Felice Venanzoni, la regista Caterina Panti Liberovici, lo scenografo Sergio Mariotti e la costumista Cristina Aceti.
Musicalmente, sarà un Rossini molto barocco, promette Venanzoni: "Contrariamente a quanto si sente spesso dire, non tutto è scritto in Rossini e questo ci dà la possibilità di essere creativi. Abbiamo l’abitudine a pensare che questo repertorio parli da solo. Ma come insegnano i barocchi, occorre descrivere agogicamente gli affetti, estremizzare il fraseggio, inventare variazioni e abbellimenti, per creare una drammaturgia musicale che nasca dalla conoscenza e dal rispetto della prassi esecutiva. In questo senso vorrei che il mio Rossini fosse barocco."
Sulla regia, la Liberovici rivela: "La mia scala non sarà una vera scala a pioli o quant’altro, ma ispirerà piuttosto il profumo della seduzione così come la morbidezza della seta evoca la sensualità. I seduttori di Giulia saranno attirati dai capi di abbigliamento - una sciarpa, un guanto, la guepière, una calza - che Giulia perderà o lascerà dietro di sé".
Queste le (buone) intenzioni. I risultati si vedranno a partire dal prossimo 9 novembre (con repliche il 10, 16 e 17).
Un assaggio delle prove:
Se ne parla anche nel numero di novembre il giornale della musica (i virgolettati vengon da lì).
La scala di seta è popolare quest'anno in Germania. Un'altra produzione è in cartellone al Nationatheater di Mannheim.