In un articolo di Valerio Cappelli pubblicato ieri dal Corriere della Sera, si apprende il Riccardo nazionale dirigerà per la prima volta una banda musicale al Ravenna Festival dando una dimostrazione concreta del suo amore per delle formazioni musicali che a suo dire "rappresentano per tante città del nostro paese, l'unica occasione di ascoltare musica spesso gratuitamente". E aggiunge "Banda non è un sinonimo di qualità inferiore, né di strumenti popolari e di bocca buona con cui ci si può arrangiare. Al contrario, sono strumenti nobili, pensate a Verdi quanto deve alle bande che ascoltava da ragazzo, e che lui usa per annunciare l'arrivo del re Duncano nel Macbeth. E prima ancora Bellini, Berlioz, Spontini che nel second'atto dell'Agnese di Hohenstaufen usa una banda enorme che fa la funzione dell'organo ed è uno dei momenti sublimi di quell'opera." Conclude con un'inedito (ma non troppo sorprendente) elogio a Totò: "Un grande attore, un poeta, l'autore di Malafemmena. In quel film [Totò a colori] fa un gesto musicale in forma di gioco, ma ogni gesto è di una tale precisione che non è solo a ridosso della musica, evoca il suono che sta per produrre." Ne sottolinea inoltre il profondo valore didattico: "Sarebbe bene mostrare alle classi di direzione d'orchestra Totò che dirige la banda, non solo quando fa il tric trac e i mortaretti ma nei pizzicati, nei legati, negli staccati, per capire che una certa mimica è in diretto contatto con la musica." E chiude infine con l'ennesimo riconoscimento post-mortem all'attore napoletano: "Se Totò avesse fatto il direttore d'orchestra sarebbe stato uno dei più grandi del secolo."
Che il buon Muti, per evitare di diventare l'ennesimo non profeta in patria, tenti la via del populismo?