Nel corso della prossima fine settimana (cioè fra il 16 e 18 febbraio), un gran numero di teatri d’opera europei festeggeranno quattro secoli di “fare opera” con un ricchissimo programma di iniziative.
(epi)Centro dell’iniziativa l’Opéra di Parigi, che organizza (furbescamente?) un convegno/cornice attorno agli spettacoli attualmente in cartellone:
- venerdì 16 febbraio: L’eredità dell’opera europea, la sua diversità, i suoi valori intrinseci.
Rappresentazioni: La Juive di Halévy, Diario di uno scomparso di Janáček e Il castello di Barbablù di Bartók.
- sabato 17 febbraio: Lavorare per e con il nuovo pubblico.
Rappresentazioni: Don Giovanni di Mozart
- domenica 18 febbraio: Il futuro dell’opera.
(…nessuna rapprentazione!)
Piuttosto modesto il contributo tedesco. Solo 7 teatri hanno aderito, di cui 3 in Baviera: Monaco di Baviera, Düsseldorf, Karlsruhe, Augusta, Norimberga, Cottbus e Wiesbaden. Quest’ultimo teatro, sabato 17 febbraio ospita un dittico di opere del XX secolo, Amelia al ballo di Giancarlo Menotti e Der Kaiser von Atlantis di Viktor Ullmann, messe in scena da Camerata Nuova.
Le giornate dell’Opera Europea sono una iniziativa congiunta di Opera Europa, Fedora, Reseo e l'Opèra National de Paris, in collaborazione con la Reunion des Opèras de France e Opera XXI. Il progetto è coordinato da Gérard Mortier (sovrintendente dell’Opéra National de Paris, già presidente di Fedora e Sovrintendente del Festival di Salisburgo), Bernard Foccroulle (sovrintendente del Teatro La Monnaie, presidente di Opera Europa) e Nicholas Payne (direttore di Opera Europa già direttore generale della English National Opera e sovrintendente della Royal Opera Covent Garden).
Per sapere di più, il sito dell’iniziativa è questo. Il comunicato stampa è qui.