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Scholl e l'Accademia Bizantina all'Alte Oper

Una bella serata di musica lunedì sera nella sala grande dell'Alte Oper. Programma severo e rigoroso, in tono con l'Avvento, come usa da queste parti. Poche o nessuna concessione al divismo malgrado la presenza del controtenore Andreas Scholl. La sua asciutta interpretazione delle due cantate bachiane BWV 35 ("Geist und Seele wird verwirret") e BWV 170 ("Vergnügte Ruh', beliebte Seelenlust") ci è sembrata perfetta sia nell'intima adesione al religioso pathos sia nella ricchezza espressiva conferita alla scarna essenzialità dei testi bachiani. Interpretazione che trascende il fatto artistico per restituire alle due composizioni tutta la profondità di una meditazione sul sacro.

L'accompagnavano con grande competenza gli ottimi musicisiti dell'Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone. Di questo gruppo colpisce soprattutto la varietà di colori e la versatilità, nonché il virtuosismo di alcuni strumentisti che emerge soprattutto nei due pezzi strumentali che completavano il programma: il concerto per organo in fa maggiore HWV 292 di Händel e il concerto per due violini in re minore BWV 1043 di Bach. In particolare, abbiamo trovato entusiasmante il dialogo fra Stefano Montanari, konzertmeister del gruppo, e Fiorenza De Donatis nel concerto di Bach. Un bravo anche ad Andrea Mion, il cui preciso intervento all'oboe d'amore aggiunge una nota di melanconica dolcezza all'aria bachiana "Vergnügte Ruh', beliebte Seelenlust".

Calorosissima accoglienza del numeroso pubblico ricambiato con due bis dall'orchestra, fra cui l'aria "Bereite dich, Zion" dalla Cantata di Natale.

Recensione della Frankfurter Rundschau, della Frankfurter Neue Presse e dell'Offenbach Post.

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